Le migliori competenze trasversali che i datori di lavoro apprezzano

Trovare un lavoro può trasformarsi in un’avventura decisamente complicata se non si è in grado di individuare quali siano le richieste concrete del mercato . Posizioni lavorative con ruoli definiti, intese come quella tipologia di incarichi con raggio d’azione delimitato, stanno cedendo progressivamente il passo ad inquadramenti sempre più aperti, nei quali si preferiscono soggetti in grado di compiere attività ulteriori rispetto a ciò che è strettamente necessario ai fini delle funzioni per le quali si è chiamati ad operare.
Le aziende richiedono con frequenza sempre maggiore soggetti preparati, professionali, competenti e soprattutto adattabili a più circostanze. Meglio se flessibili ed in grado di sopportare bene lo stress. Non è raro infatti ritrovare indicazioni in tal senso negli annunci di lavoro.
Al di là delle competenze tecniche, specifiche e necessarie allo svolgimento delle mansioni lavorative, ve ne sono altre generali e diffuse, non strettamente collegate alle attività poste in essere, rientranti nel novero delle abilità possedute dal lavoratore individualmente che possono tornare utili in più occasioni.
Ci riferiamo alle cosiddette competenze trasversali, altrimenti note come soft skills. Si tratta di capacità che alcuni soggetti hanno sviluppato, per averle praticate nel tempo, molto ricercate in sede di colloquio dai selezionatori e parimenti apprezzate dai datori lavoro nella vita lavorativa quotidiana.
Sappiamo quanto oggi sia influente il saper valorizzare sé stessi, le proprie attitudini e le esperienze professionali maturate negli anni. Nella preparazione di un curriculum vitae efficace è buona norma soffermarsi anche nell’elencazione delle soft skills, individuando primariamente quelle pertinenti all’offerta.
Tali competenze vengono definite trasversali perché presentano la caratteristica di non essere riferite ad un solo tipo di attività o circoscritte a numero ristretto di esse. È bene ricordare inoltre che, a parità di competenze tecniche con altri candidati, il fatto di essere abili in situazioni più o meno previste può orientare, in maniera favorevole nei vostri riguardi, la scelta dei selezionatori in sede di colloquio di lavoro.
Competenze trasversali: come valorizzare le abilità di cui si dispone.
Conseguentemente a quanto analizzato poc’anzi è logico desumere che essere preparati è condizione necessaria ma non più sufficiente per superare con successo un colloquio di lavoro. Il candidato ideale ricercato dalle imprese è sì competente ma allo stesso tempo capace di fronteggiare gli imprevisti che si presentano durante il percorso. Dunque, possiamo ben dire che oggi bisogna essere capaci e all’occorrenza anche duttili, in un certo senso. In virtù di ciò, saper valorizzare le proprie attitudini diventa quel quid in più che può fare la differenza.
Ma sappiamo anche che il parlare di sé non è cosa semplice o che si improvvisa. Per farlo in maniera mirata occorre in primo luogo individuare le competenze accessorie più utili al tipo di offerta per la quale ci si propone. Successivamente elaborare un racconto delle precedenti esperienze strategicamente orientato a mettere in luce le abilità maturate o coltivate negli anni.
È preferibile muoversi con oculatezza, partendo dal fatto che tra le competenze trasversali ve ne sono alcune più richieste ed altre maggiormente apprezzate dai datori di lavoro. Andiamo a scoprire quali sono queste ultime e che benefici possono apportare al nostro curriculum o durante un colloquio di lavoro se introdotte per bene.
Le soft skills che i datori di lavoro apprezzano
Abbiamo avuto modo in precedenti occasioni di evidenziare che le competenze trasversali più richieste dal mercato del lavoro sono la capacità di problem solving (o di risoluzione di problemi), la flessibilità lavorativa (ad adattarsi a situazioni non standardizzate), la resistenza allo stress ed a pressioni esterne ed infine l’essere in grado di lavorare in team.
Queste 4 vengono ricercate da quasi tutti i datori di lavoro; ve sono tuttavia altre che se valorizzate possono offrire chance maggiori di ottenere un impiego. E sono:
• L’Orientamento al risultato: lavorare per obiettivi è diventata una prerogativa in molti ambienti. Saperlo fare non è da tutti. In molti casi è richiesta una certa predisposizione personale a massimizzare i tempi, oltre che una discreta esperienza. L’orientamento al risultato contribuisce alla crescita aziendale, pertanto è una di quelle caratteristiche ben viste e apprezzate dai datori di lavoro. In un mercato ipercompetitivo è quasi un must.
• Le doti di leadership: Sappiamo che tra le competenze trasversali più ricercate c’è il saper lavorare in gruppo. Bene, il fatto di riuscire ad esercitare una leadership all’interno di contesti lavorativi organizzati su base plurisoggettiva è un fattore da non trascurare. Chiaramente, un leader è un soggetto capace di far valere la propria autorità, in grado di guidare e al contempo di assumersi responsabilità ulteriori rispetto agli altri componenti del team e nei confronti dell’azienda. Si tratta insomma di una abilità molto delicata e non semplice da manifestare. Bisogna tener presente inoltre che il leader non è necessariamente il capo. Ci si può lavorare con felici risultati ma bisogna partire da solide basi.
• Il Saper lavorare in autonomia. Si tratta di una skill inquadrabile sotto un duplice aspetto. Possiamo infatti considerarla nell’alternativa al lavoro di squadra – e quindi dove si richiedono forti abilità soggettive - o come completamento dello stesso. Ad ogni buon conto è utile sapersi valorizzare in entrambe le situazioni. In tali circostanze dovrete essere bravi a saper raccontare le esperienze pregresse che vi hanno condotto a raggiungere determinati risultati. All’occorrenza può tornare efficace utilizzare come approccio narrativo il metodo STAR .
• Le Capacità relazionali ed espressive: due componenti essenziali sulle quali far leva in sede di colloquio. Saper comunicare ed esprimere le proprie idee in maniera chiara e sintetica, senza inutili giri di parole, intavolare discussioni all’interno di un gruppo o singolarmente, sono fattori di notevole importanza sui quale puntare con decisione. Usata strategicamente è un’abilità che può mettere in luce anche eventuali capacità di negoziazione nascoste. Se poi ne siete dotati meglio metterlo subito in chiaro. Un buon comunicatore sa ascoltare e controbattere con argomentazioni sensate, mirate all’ottenimento di un risultato. Pertanto, in alcuni contesti lavorativi, può dimostrare anche un certo orientamento al cliente. In questa prospettiva, dunque, è una dote da valorizzare con sapienza insieme alle altre di cui disponete.
Il candidato ideale di ogni impresa è colui che possiede tutte le skills che abbiamo elencato più qualcun’altra non considerata. La perfezione è difficile da raggiungere ma non cullatevi troppo. Si può lavorare per costruire un curriculum forte basato su formazione, competenze tecniche ma anche e soprattutto su abilità secondarie che possono tornare utili in molti casi. Insomma, sviluppare competenze trasversali, sul lavoro e nella vita di tutti i giorni, non sarà mai tempo impiegato male.