Domande colloquio inglese: come prepararsi

Domande colloquio inglese: come prepararsi

Prepararsi ad un colloquio di lavoro genera sempre numerose preoccupazioni per i candidati.

Molto spesso ci si rivolge ad amici o conoscenti che hanno sostenuto e magari superato il temuto step per chiedere consigli utili. In alternativa ci si rifugia in rete, interrogando il motore di ricerca per conoscere le esperienze di chi si è trovato nella nostra medesima situazione. Tra le ricerche più gettonate in materia ritroviamo richieste del tipo: Quali sono le domande più ricorrenti? oppure Come posso fare per prepararmi al meglio per un colloquio? Quesiti ai quali, in linea di massima, non è difficile trovare risposte adeguate.

Non mancano inoltre specifiche sul colloquio di lavoro in inglese.

Che la conoscenza di una seconda lingua sia considerata una competenza importante tra le abilità richieste ai candidati è cosa nota. Tra queste, primariamente c’è l’inglese, lingua universalmente riconosciuta negli scambi, negli affari, nelle trattative e nelle comunicazioni internazionali. Tuttavia, pur essendo la lingua ufficiale del mondo, la sua conoscenza non è richiesta in pari misura per ogni tipo di attività per la quale ci si candida.

Per cui, prepararsi adeguatamente per sostenere un colloquio in inglese presenta delle specificità diverse a seconda dei casi. Vero è al riguardo che non in tutti i colloqui di lavoro l’inglese è oggetto di verifica orale. Molto spesso se ne trova traccia nei test preselettivi, per misurare le conoscenze più o meno basilari degli aspiranti lavoratori.

Ci sono delle occasioni, invece, dove la conoscenza della lingua inglese è parte fondamentale non solo del colloquio ma del tipo di lavoro che si andrà a svolgere.
A questo punto occorre però distinguere almeno due situazioni tipo, in base alle quali sarà richiesta, per le ragioni che andremo ad esaminare, una preparazione differente.

Il colloquio di lavoro in Inglese in aziende che operano prevalentemente in Italia

Le prime cose da valutare e su cui informarsi per bene, quando ci si prepara per sostenere un colloquio di lavoro in inglese, riguardano il tipo di attività che svolge l’azienda ed il nostro ruolo al suo interno (la posizione ricercata). È di primaria importanza infatti conoscere se e che tipo di rapporti il nostro futuro datore di lavoro intrattiene con clienti ed imprese straniere.

Non si tratta di semplici curiosità, anzi, invero il motivo è presto detto: qualora l’azienda operi prevalentemente in Italia, con episodici e semplici rapporti di scambio con l’estero, la misura in cui potrà tornar utile la nostra conoscenza della lingua è molto relativa. In tal caso, infatti, trattandosi di situazioni sporadiche o rare, rispetto al fulcro dell’attività che si svolge prevalentemente con clienti e fornitori italiani, il tipo di preparazione richiesta sarà per lo più basilare.

Strategicamente dunque è opportuno prepararsi su quelle che sono le formule tipiche che caratterizzano quella tipologia di scambi e rapporti, studiando le forme di cortesia e la terminologia in uso nel settore. Molto probabile che, per questo tipo di posizioni, il colloquio in inglese sarà per lo più conoscitivo. Serve ai responsabili delle risorse umane per testare se di fondo c’è una reale conoscenza della lingua.

Pertanto, esempi su cui prepararsi sono rappresentati da quesiti molto frequenti anche nei colloqui in italiano:
• Tell me about yourself (Parlami di te)
• What are your strengths and weaknesses? (Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?)
• Why do you want to work here? (Perché vorresti lavorare qua?)
• Why should we choose you? (Perché dovremmo scegliere te?)
• What do you know about our company? (Cosa sai sulla nostra azienda?)

Domande che conosciamo bene, sulle quali è consigliabile prepararsi delle brevi risposte in inglese senza divagare, utilizzando termini ed aggettivi adeguati alla circostanza, che tengano conto dell’attività aziendale e allo stesso tempo possano mettere in risalto le nostre principali competenze.

Il colloquio di lavoro in Inglese per un ruolo “attivo” o da responsabile

Tuttavia, il discorso concluso poc’anzi vale soltanto se ci si candida per posizioni lavorative che richiedano una conoscenza generica della lingua. Nelle ipotesi in cui si trattasse di posizioni “operative”, dove il ruolo rivestito comporta e determina rapporti diretti con clienti internazionali, occasionali sì ma dei quali siamo noi la figura di riferimento (o addirittura responsabile) in organico, è chiaro che la preparazione deve seguire altri standard e tutt’altra impostazione.

Qui, infatti, oltre che la conoscenza specifica, viene misurata la nostra capacità effettiva di interfacciarci in lingua. Il selezionatore, quindi, più che sapere quanto ne sappiamo sull’azienda, vorrà assicurarsi che siamo in grado di gestire una conversazione interamente in inglese, e come riusciamo a cavarcela in situazioni improvvise.

In tal caso, dunque, la conoscenza della lingua non può che essere approfondita, in quanto ci viene richiesto un approccio disinvolto nel parlato e una buona conoscenza di base per lo scritto. Per queste occasioni, la preparazione al colloquio si focalizzerà sulle specifiche tecniche del settore in cui opera l’azienda, un po’ come accade per l’ipotesi seguente, ma molto giocherà anche il sapersi adattare a situazioni a noi ignote. Giova pertanto una buona rispolverata della lingua, soprattutto esercitandosi a parlare ad alta voce.

Il colloquio in inglese in aziende che operano in prevalenza con l’estero

Il mercato del nuovo millennio non conosce barriere. Il tempo in cui le aziende che operavano oltre i confini nazionali erano considerate un’eccezione è finito da un po’. I rapporti internazionali oggi sono alle base dei principali traffici - di merci, di persone ed informazioni. Il made in Italy è un prodotto molto richiesto in parecchie parti del mondo. Pur rappresentando una nicchia del mercato globale, è facile trovare delle imprese che decidano di fare affari prevalentemente con l’estero.

Che si tratti di aziende a bandiera italiana o meno fa poca differenza. In questi casi, ovvero quando la prevalenza dei rapporti, degli scambi, delle contrattazioni avviene su base internazionale la conoscenza della lingua inglese richiesta è sempre di livello avanzato. Pertanto, una preparazione mirata per il colloquio verterà in buona parte sulla terminologia di settore, dando per assodato un ripasso generale della lingua. In questo caso possono tornare utili dei manuali tecnici al riguardo, qualora non si disponga delle conoscenze necessarie richieste.

In conclusione è importante osservare come lo studio di una seconda lingua, che sia l’inglese o altre per le quali c’è richiesta da parte del mercato del lavoro, non è mai tempo perduto. Ovviamente, farlo in maniera produttiva potrà darvi maggiori possibilità in sede di colloquio.

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