Prepararsi per un colloquio di successo nel settore informatico (programmatore/sviluppatore)

La trasformazione della società odierna, avvenuta grazie all’avvento dell’informatizzazione dei processi produttivi, della burocrazia, della medicina, della scienza e di tutti quegli ambiti connessi allo sviluppo della collettività intesa nel suo insieme, ha prodotto notevoli miglioramenti nella vita di tutti i giorni di intere popolazioni, ampliando le prospettive lavorative in alcuni settori. Questo significativo passaggio dal manuale al digitale porta con sé conseguenze abbastanza rilevanti, come la richiesta crescente di una tipologia di lavoratori specializzati nel settore informatico. Per fare un esempio: oggi si richiedono sempre più persone in grado di creare app per smartphone che elettricisti.
Tra le posizioni più ricercate nel mercato globale del lavoro , infatti, in Italia come all’estero, ci sono quelle che ruotano intorno al mondo della tecnologia. Un settore in continua evoluzione, che abbraccia numerose attività e che per natura richiede determinati requisiti tecnici per accedervi. Lo studio di elementi informatici di base, in tali contesti, non è sufficiente. Le richieste di manodopera qualificata riguardano professionisti con conoscenze complesse ed approfondite di sistemi, collegamenti, programmazione e sviluppo di software. Insomma, si tratta di offerte di lavoro riservate a soggetti con alle spalle studi specifici o esperienze pregresse nel campo.
I lavori legati al mondo digitale e della informatica presentano delle proprie peculiarità, dunque. Tra queste si rilevano quelle relative al colloquio di lavoro che, per natura, è strutturato in maniera differente rispetto alla classica intervista a cui siamo abituati.
Conosciamolo meglio per capire come prepararsi per sostenerlo con successo.
Il colloquio di lavoro nel settore informatico, consigli utili per affrontarlo con successo
Poc’anzi abbiamo rilevato come nel campo informatico sia richiesta in partenza la conoscenza di alcuni argomenti specifici. Un fattore che taglia fuori un grosso numero di persone inoccupate, ma che fornisce anche delle utili indicazioni per chi volesse formarsi od informarsi per il futuro. Le posizioni da ricoprire nel settore sono tante, ognuna con determinati requisiti. Le aziende ricercano sempre più figure come amministratori di rete, sistemisti o addetti alla sicurezza informatica negli ultimi tempi. Tuttavia, tra le richieste ritroviamo due categorie di informatici che vanno per la maggiore: programmatori e sviluppatori.
Programmatore e Sviluppatore, due facce della stessa medaglia
Programmatori e sviluppatori sono tra i professionisti più ricercati dal mercato del lavoro. Ma di chi parliamo precisamente e che differenza passa fra le due posizioni?
Beh, diciamo che in Italia spesso si fa confusione sulle due figure, cosa avviene molto di rado fuori da confini nazionali. Il fraintendimento nasce dal ritardo cronico che affligge alcune aree del nostro sistema-Paese (in particolare quella politico-legislativa) ed un po’ perché ci sia abitua con estrema fatica alle evoluzioni dei tempi.
In ambito IT, tuttavia, una distinzione esiste eccome. Considerando le principali fasi di un progetto software - che vanno dall’ideazione allo sviluppo ed infine alla messa in produzione - possiamo definire uno sviluppatore colui che si occupa di alcune di esse, le principali, ovvero quella ideativa, di sviluppo, di test e di analisi. Mentre al programmatore, in genere, viene riservata un’area di intervento circoscritta ad alcuni punti definiti della progettazione, sulla base delle indicazioni trasmesse, come ad esempio l’elaborazione del codice eseguibile.
Non è raro, soprattutto in realtà di piccole dimensioni, che uno sviluppatore curi l'intero ciclo del progetto.
Sviluppatore e Programmatore: come prepararsi ad un colloquio di lavoro
Al di là dello spiacevole equivoco terminologico, è importante tener presente che la maggior parte delle aziende alla ricerca di sviluppatori o di programmatori ha ben chiare le caratteristiche che questi debbono possedere, seppur identificandoli in maniera erronea negli annunci.
I colloqui di lavoro per informatici presentano alcuni punti in comune per entrambe le figure, mentre altri differiscono in ragione delle competenze ricercate. Durante la chiacchierata, in buona sostanza, i recruiter tendono ad analizzare le qualità intrinseche dei candidati, personali e pubbliche. Ovvero se questi sono in grado di lavorare in team, da soli ed eventualmente da remoto. Si accerteranno di come gestiscono situazioni di stress, se sono abituati a lavorare per obiettivi, se hanno capacità di problem solving e puntalità nella consegna di progetti. Attributi essenziali e funzionali alla tipologia di lavoro. Per questo è importante saper far leva sui propri pregi e valorizzare i difetti.
Trattandosi di un colloquio tecnico, inoltre, a seconda delle posizioni sarà approfondita la conoscenza di determinati strumenti e specifici linguaggi. Ad esempio ad un programmatore sarà richiesto che competenza ha di Java o di HTML, se è in grado di scrivere da solo un codice, se ha delle certificazioni che attestino la sua preparazione, ecc. Ad uno sviluppatore verrà chiesto di fornire informazioni su precedenti progetti. Insomma, verranno evidenziate tutte le situazioni inerenti che sono essenziali per ricoprire quel ruolo - dunque non solo titoli e competenze ma anche esperienze. Pertanto sarà fondamentale prepararsi su ogni singolo punto, organizzando in maniera lineare un discorso completo e convincente.
Colloquio di lavoro nel settore informatico. Come rispondere alle domande più frequenti
Analizziamo alcune domande tipiche di questo colloquio cercando di comprendere come elaborare risposte che possano mettere in luce le qualità ricercate dai selezionatori.
• Perché vuoi lavorare qui. È la classica domanda a trabocchetto presente in quasi tutti i tipi di colloqui. Sembra banale ma richiede preparazione. Di base è opportuno fare un’analisi attenta e dettagliata delle principali caratteristiche aziendali, soffermarsi sui punti di forza, vagliare quelli inerenti la posizione da ricoprire, evidenziare eventuali opportunità di crescita professionale (se ve ne sono) e sperare che si apprezzi il fatto che si è informati abbastanza su quello che potrebbe diventare il vostro nuovo luogo di lavoro.
• Conoscenza dei linguaggi di programmazione. Qui andiamo sul tecnico e sarà la vostra bravura a certificarne il grado di preparazione. Il diploma, la laurea i master o titoli equipollenti potrebbero non bastare. Se presenti, sono sempre graditi, ma quando si riesce ad affiancare esperienze pratiche alla teoria si ha qualche possibilità in più di fare breccia. Tirate fuori il meglio della vostra semina e cercate di raccoglierne i frutti.
• Progetti ai quali hai lavorato. Può andar bene anche il giochino sviluppato alle superiori, purché si dimostri la piena conoscenza dei processi e si sappiano raccontare i risultati ottenuti. In ogni caso, preparate uno schema che metta in risalto le richieste del cliente, le difficoltà nell’elaborazione/esecuzione ed una breve analisi obiettivi-risultati. Sarà anche un buon modo per dimostrare le vostre capacità relazionali, nell’ipotesi in cui la posizione per cui vi candidate preveda responsabilità accessorie, come l’interfacciarsi direttamente con i committenti.
• Come ti aggiorni. Chi non si aggiorna è automaticamente tagliato fuori dai giochi. È un principio generale valevole per tutti settori, non solo in quello informatico. Anzi, proprio in quest’ultimo è di vitale importanza stare al passo con le evoluzioni. Se non lo fate ancora potete correre ai ripari, se non doveste riuscire a dimostralo in sede di colloquio le vostre chance si ridurrebbero all’osso. Importante inoltre sono le fonti. Il blog del cugino potrebbe non essere una buona scelta. Mirate in alto, seguite i migliori.